Chirurgia dell'obesità

Responsabile: Dott. Vincenzo Borrelli

Reparto
Ambulatorio

Caposala

Rossella Cassera

Segreteria e Patient Manager

Barbara Servalli

Tel. 035.604289

Fax. 035.604288

Orario:

9.30 - 13.00

14.00 - 16.00

 

  • EQUIPE
  • ATTIVITÀ CLINICA

    Per prenotare una prima visita il paziente deve contattare il centro via telefono al numero 035604515 o all’indirizzo mail: chirurgiabariatrica.psp@grupposandonato.it

    La segretaria concorda un appuntamento (data e ora) per la prima visita e informa il paziente sulla documentazione da esibire alla visita:

    1)    tutti i documenti sanitari in suo possesso (ad esempio diete fatte in passato, ed eventuali visite cardiologiche, ortopediche, diabetologiche, pneumologiche, accertamenti radiologici o gastroscopie);

    2)    diario alimentare di almeno 7 giorni dove scrivere cosa mangia e cosa beve e a che ora lo fa; è importante scrivere alla fine di ogni pasto, e non fare un riassunto a fine serata

     

    In accordo con le linee guida nazionali ed internazionali presso il Policlinico San Pietro è presente gruppo multi-disciplinare dedicato all’obesità che affronta insieme il percorso preoperatorio, la degenza e il follow-up.

    L’iter preoperatorio comune è eseguire una prima visita in un’unica giornata che prevede:

    • Visita chirurgica: il chirurgo ha il compito di studiare l’obesità, di raccogliere i dati clinici fondamentali nella valutazione del rischio chirurgico (presenza di diabete, ipertensione arteriosa, apnee notturne, reflusso gastroesofageo) e del tipo di intervento da proporre, e di informare il paziente circa le diverse possibili procedure chirurgiche (benefici e complicanze);
    • Visita nutrizionale: lo specialista indaga sulla storia del peso (diete eseguite in precedenza e motivi del loro fallimento), successivamente valuta le abitudini alimentari del paziente obeso mediante il diario alimentare e esegue un’accurata anamnesi nutrizionale. Se emergono gravi errori dietetici che possono compromettere i risultati della terapia chirurgica, lo specialista indirizza il paziente ai gruppi di educazione alimentare, incontri di gruppo nei quali il paziente è portato alla correzione consapevole delle proprie abitudini alimentari.
    • Consulenza psicologica: lo psicologo mediante un colloquio e la compilazione di alcuni questionari esclude la presenza di psicopatologie gravi, analizza il grado di motivazione al calo ponderale e la capacità del paziente ad aderire al programma di follow-up postoperatorio.

     

    Al termine delle visite, l’equipe multidisciplinare si riunisce e condividendo le informazioni derivanti stabilisce se vi sia idoneità all’intervento. In alcuni casi, uno o più specialisti possono richiedere ulteriori esami clinici o visite di approfondimento. 

    Successivamente alla prima visita, in caso di idoneità, il paziente viene valutato dall’ anestesista ed eventualmente da altri specialisti (cardiologo, pneumologo, endoscopista) per competenza.

    Presso il Policlinico San Pietro tutti gli interventi sono eseguiti con tecniche mini-invasive sia chirurgiche sia anestesiologiche e senza l’utilizzo di sondini, drenaggi e cateteri. Tutto questo permette una velocissima ripresa post-operatoria.

     

    APPROFONDIMENTO

     

    1. Che cos’è l’obesità?

    L’Obesità è una malattia cronica multifattoriale che deriva dall’interazione di fattori genetici, ambientali, sociali, comportamentali, culturali e metabolici. E’ una delle patologie più diffuse nell’ambito delle società industrializzate: si calcola che nei paesi occidentali oltre il 20% della popolazione abbia un eccesso ponderale patologico.

    L’obesità, come tutte le malattie, accorcia la durata della vita e ne peggiora la qualità. Gli obesi infatti tendono facilmente a sviluppare malattie correlate quali diabete, ipertensione, dislipidemia, patologie cardio-vascolari, insufficienza respiratoria, ictus, tumori dell’endometrio, della mammella, della prostata e del colon.

    L’obesità, inoltre, peggiora la qualità della vita e provoca disagio sociale e psicologico a causa del pregiudizio che si è creato intorno ad essa: gli obesi sono considerati poco attivi, poco volenterosi e incapaci di prestazioni fisiche.

    Sono, dunque, molteplici i motivi per cui è necessario ridurre il peso in eccesso di un individuo malato di obesità.

     

    2. Chi è a rischio?

    Il metodo più semplice e veloce per quantificare sovrappeso e obesità è calcolare l’indice di massa corporea  (BMI) che si calcola dividendo il peso in Kg per il quadrato dell’altezza in m2:

    Peso in Kg/(altezza in m)2

    ne deriva che

    Sottopeso                          BMI  inferiore a 18.5

    Normopeso                       BMI compreso tra 18.5 - 24.9

    Sovrappeso                       BMI compreso tra 24.9 - 29.9

    Obesità I grado BMI compreso tra  30 - 34.9

    Obesità di II grado          BMI compreso tra  35 - 39.9

    Obesità di III grado         BMI maggiore di 40

    Super-Obesità                  BMI maggiore di 50

    Un altro metodo utile per determinare il rischio di sviluppare patologie associate all’obesità è la circonferenza addominale che fornisce la misura del grasso localizzato in sede intraddominale.

     

    3. Quali sono i trattamenti efficaci?

    Esiste un’ampia varietà di opzioni efficaci per aiutare i soggetti in sovrappeso o obesi :

    • Dieta ipocalorica e ipolipidica
    • Terapia comportamentale
    • Terapia farmacologica
    • Terapia chirurgica

    L’obiettivo comune è la perdita di peso in eccesso e il mantenimento di questo nel tempo.

    Se in soggetti in sovrappeso l’interazione di due o più terapie mediche possono essere di aiuto, negli obesi gravi  la chirurgica è l’unica terapia in grado di apportare risultati incoraggianti e duraturi. Non è escluso che dopo l’intervento è indispensabile per il paziente seguire un programma integrato di guida nutrizionale, attività fisica e terapia del comportamento.

     

    4. Per chi è indicato l’intervento chirurgico?

    La chirurgia che cura l’obesità grave, chiamata chirurgia bariatrica, è riservata a pazienti motivati con rischi operatori accettabili e che abbiano secondo le linee guida internazionali:

    1. Età compresa tra 18 e 65 anni; in alcuni casi selezionati è possibile ampliare il range di età

    2. B.M.I uguale o maggiore di 40 oppure un BMI>35 ma affetti da patologie correlate (diabete, cardiomiopatie, osteortopatie etc)

    3. Comprovati tentativi dietetici e nutrizionali (con o senza medicinali)

    4. Non facciano abuso di alcool e droghe

    5. Non siano affetti da malattie neoplastiche

                   

    Tali indicazioni standardizzate sono orientative e soggette a modifiche qualora sia necessario, infatti il chirurgo considera ogni singolo paziente, il suo inserimento sociale e culturale, le motivazioni, la voglia di collaborare e il supporto familiare e quindi, mira principalmente a garantirgli un adeguato e duraturo calo ponderale e una migliore qualità di vita.

     

    5. Quali i rischi operatori?

    È necessario conoscere chiaramente i rischi e le complicanze legati all’intervento chirurgico. Al paziente durante la prima vista verrà rilasciato un documento informativo (CONSENSO INFORMATO) circa l’intervento a cui verrà sottoposto, in cui sono segnalate dettagliatamente le potenziali complicanze. Il paziente potrà portare a casa tale documento in modo da poterlo leggere e consultare con familiari.

     

    6. Cosa fare dopo l’intervento?

    Un’ottimale perdita di peso e il mantenimento di esso nel tempo non dipende unicamente dall’intervento chirurgico ma anche dall’impegno del paziente a collaborare con l’equipe medica e chirurgica.

    Alla dimissione il paziente riceverà informazioni e consigli circa il nuovo stile di vita da adottare e le nuove abitudini alimentari da seguire rigorosamente, almeno nei primi mesi del postoperatorio.

    È necessario rispettare i tempi e le modalità del follow-up: visite di controllo periodiche ed esami ematochimici di routine per accertare lo stato di salute del paziente. Inoltre, sarà utilissimo partecipare alle riunioni settimanali di Educazione Alimentare per confrontarsi, sostenersi e consigliarsi.

    Tutti i pazienti sono invitati a contattare la Struttura ogni volta che ne avvertano la necessità.

  • INTERVENTI

    • Il sistema del palloncino intragastrico:

    fa parte delle tecniche non chirurgiche che aiutano a perdere peso, in associazione ad una dieta ipocalorica bilanciata e ad un programma integrato di attività fisica e terapia comportamentale. La funzione è quella di provocare nel paziente senso di pienezza e di sazietà ma è indispensabile la collaborazione del paziente che dovrà modificare il proprio stile di vita e le proprie abitudini alimentari. Infatti, la perdita di peso sarà proporzionale al grado di partecipazione e di impegno del paziente.

    Generalmente, viene impiegato in quei pazienti gravemente obesi che necessitano una notevole perdita di peso prima di sottoporsi all’intervento chirurgico, riducendo così i rischi operatori.

    Si esegue un esame dello stomaco mediante una telecamera per endoscopia per accertarsi che lo stomaco sia perfettamente sano. Poi si procede con il posizionamento del palloncino, naturalmente sgonfio, attraverso la bocca, facendolo scendere lungo l’esofago nello stomaco. Il processo di deglutizione è facilitato dall’impiego di anestetici applicati localmente per desensibilizzare la zona della gola; vengono usati anche dei farmaci per rilassare i muscoli. Una volta posizionato nello stomaco, viene gonfiato riempiendolo di una soluzione salina sterile attraverso un piccolo tubo fissato al palloncino. Dopo il catetere viene rimosso ed il palloncino si chiude grazie ad una valvola autosigillante. Il tempo necessario per inserire il BIB è di circa 15 minuti, mentre il tempo di permanenza nello stomaco è di sei mesi perché i succhi gastrici con il passare del tempo possono indebolirlo e sgonfiarlo.

    La perdita di peso che si ottiene con questa metodica è strettamente correlata al grado di collaborazione del  paziente.

     

    • Il Bendaggio Gastrico Regolabile (BGR):

    è la procedura chirurgica meno invasiva per la cura dell’obesità patologica ed è stato per molti anni l’intervento più eseguito in Europa. Si esegue per via laparoscopica e consiste nel posizionare un anello di silicone intorno alla parte superiore dello stomaco in modo da ottenere una tasca superiore più piccola ed una tasca più grande sotto il bendaggio. La tasca gastrica superiore, per le ridotte dimensioni, può contenere una piccola quantità di cibo quindi, determina un precoce senso di sazietà e riduce l’apporto calorico.

    La sensazione di ripienezza dura a lungo perché la piccola comunicazione esistente tra le due porzioni di stomaco rallenta lo svuotamento gastrico. Il bendaggio è però regolabile, infatti, la superficie interna dell’anello ha un rivestimento collegato ad un tubicino e ad un port che viene sistemato nella parete addominale. Mediante la puntura del port, è possibile iniettare soluzione fisiologica nell’anello che si allarga e si stringe, quando è necessario. Se dovessero subentrare problemi o complicazioni, il sistema sarà rimosso lasciando lo stomaco alla sua forma originale.

    La perdita di peso è legata, naturalmente alla disponibilità del paziente a collaborare con il chirurgo, il nutrizionista ed eventualmente con lo psicologo. Il bendaggio riduce l’appetito e rallenta la digestione, aiutando il paziente ad ottenere risultati duraturi. Tuttavia, è importante impegnarsi a modificare le proprie abitudini alimentari e comportamentali.

     

    • Il Bypass Gastrico (BPG):

    consiste nella divisione dello stomaco in due parti: una prossimale e una distale. La prima è una tasca di circa 30cc che riceve il cibo; la seconda, invece viene bypassata insieme alla zona iniziale del piccolo intestino (duodeno e digiuno). La parte di stomaco che non riceve più cibo, rimane attiva e funzionante producendo i succhi gastrici. L’ansa del piccolo intestino (tenue) tagliata viene collegata alla piccola tasca gastrica di 30cc, così il cibo passerà dalla tasca gastrica direttamente all’intestino tenue. La parte terminale dello stomaco bypassato e quindi, l’ansa iniziale bypassata dell’intestino tenue vengono collegate all’ansa distale del tenue, formando una Y. In questo modo, i succhi pancreatici arrivano nell’ansa del tenue che contiene il cibo. Nonostante questo intervento sia di elevata difficoltà tecnica è eseguito in mani esperte per via laparoscopica.

    La perdita di peso è garantita dalla restrizione gastrica che induce un rapido senso di sazietà e quindi, riducendo inevitabilmente l’apporto calorico. Inoltre, quando il paziente ingerisce liquidi e cibi ricchi di zuccheri avverte una sintomatologia acuta, caratterizzata da nausea, vomito e sudorazione che prende il nome di Dumping Syndrome.

    Dopo l’intervento di bypass gastrico, il paziente necessita di un periodo di riabilitazione all’alimentazione solida; alla dimissione riceverà informazioni circa la nuova dieta “semi liquida” da seguire con gli alimenti consentiti e meglio tollerati nei primi mesi dopo l’operazione. Gradualmente potrà introdurre nuovi cibi solidi a seconda della personale esperienza e tollerabilità. Seguire attentamente i consigli alimentari e comportamentali suggeriti contribuirà ad ottenere i migliori risultati nella perdita di peso e soprattutto duraturi nel tempo.

     

    • La Sleeve Gastrectomy (SG):

    consiste in una resezione gastrica verticale con tubulizzazione delle stomaco residuo. Eseguito in laparoscopia grazie all’utilizzo di strumenti che permettono di sezionare e cucire contemporaneamente. Dopo SG la perdita del peso è buona, l’introito di cibo è ridotto per scarso appetito e sazietà precoce. Solo in caso di eccessi alimentari si possono verificare sintomi simili a quelli del bendaggio gastrico (sazietà dolorosa, vomito), ma sono eventi rari. La SG è un intervento rapido, non ha quasi complicazioni nutrizionali e soprattutto si segnala per una buona qualità di vita postoperatoria: per questi motivi negli ultimi anni è diventato l’intervento più eseguito in Italia e nel mondo. Nelle persone con BMI ≥ 60 la SG viene proposta come terapia sequenziale (cioè prima una SG per ottenere un calo ponderale e una riduzione del rischio, poi in caso di recupero del peso si può eseguire un secondo intervento di tipo ma-lassorbitivo).

     

    • La Diversione biliopancreatica (DBP):

    è un intervento malassorbitivo; si esegue effettuando una resezione gastrica distale (cioè asportando circa i 2/3 dello stomaco compreso il piloro) e nella creazione di un doppio condotto intestinale che ritardi l’incontro fra cibo e succhi digestivi. Nella norma l’intestino tenue (piccolo intestino) è un unico tubo che continua dallo stomaco fino al colon (grosso intestino): nella BPD si divide, senza asportarne alcuna parte, il tenue in due tubi, facendo sì che in un condotto passino gli alimenti (tratto alimentare) e nell’altro le secrezioni digestive biliopancreatiche provenienti da fegato e pancreas (tratto biliopancreatico); i succhi digestivi incontrano il cibo a 70 centimetri dal colon, e solo per questo breve tratto (tratto comune) si mischiano ad esso. Ha come meccanismo di azione il ridotto assorbimento: avere separato il cibo dai succhi digestivi per un lungo tratto di intestino tenue (nostro organo assorbente) ha come conse-guenza una ridotta digestione e quindi un ridotto assorbimento degli alimenti, specialmente grassi e farinacei che sono le principali fonti di calorie della nostra alimentazione. Il calo ponderale e il mantenimento del peso raggiunto non sono quindi dovuti a un ristretto regime alimentare: la dieta dopo DBP è molto più libera che negli interventi restrittivi, infatti l’unico alimento la cui assunzione va rigidamente controllata è lo zucchero semplice (contenuto in frutta, dolci, latte, bibite e alcol), il cui assorbimento non è modificato dalla DBP. È però necessario che il paziente introduca giornalmente una quantità importante di proteine ed assumere per tutta la vita farmaci per il ferro calcio e multivitaminici.

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