Tosse nei bambini: vietato sottovalutare

La tosse nella maggior parte dei casi è un fastidio passeggero e si accompagna a una delle numerose infezioni delle prime vie aeree che possono colpire soprattutto durante la stagione autunnale e invernale. In alcuni casi, però, può durare a lungo, destando non poche preoccupazioni nei genitori. Parliamo della tosse, uno dei disturbi più frequenti tra i bambini. Secca o grassa. Acuta o cronica.

Sono tanti e diversi i tipi di tosse così come le sue cause. Ma perché viene la tosse? E come curarla? Ce lo spiega il dottor Ahmad Kantar, pediatra di Smart Clinic “Le Due torri” e responsabile dell’unità operativa di pediatria e del “Centro per la diagnosi e cura dell’asma e della tosse cronica” del Policlinico di Ponte San Pietro.

Dottor Kantar,perché si tossisce?

Latosseè un sintomo vissuto da tutti, un atto di protezione e di difesa che assicura la rimozione del catarro, di sostanze nocive o agenti infettivi dal laringe, trachea e dai bronchi. Questa importante funzione di protezione avviene tramite due processi meccanici e l’aumento della cosiddetta clearance mucociliare (ovvero il naturale meccanismo di detersione dell'albero respiratori). Nella valutazione della tosse nei bambiniè importante ricordare che un soggetto normale può avere da 1 a 34 colpi di tosse in una giornata, che possono aumentare dopo l'esposizione ad irritanti, come fumo di sigaretta, di camino oppure gas di scarico.

Quando la tosse diventa patologicae, in quel caso, a cosa quali sono le cause? 

La maggior parte delle malattie respiratorie possono presentarsi con tosse e la lista delle cause della tosse è lunga. Può indicare condizioni estremamente diverse, da quelle più banali fino a patologie gravi a carico delle vie aeree o del polmone. Esiste anche una forma di tosse nei bambinicosiddetta psicogena che può essere sintomo di un disagio psicologico: in genere stizzosa, si accentua nei momenti di tensione, scompare tipicamente quando il bambino di addormenta. Oltre all’anamnesi e a un approfondito esame obiettivo, la radiografia del torace e la spirometria sono generalmente necessari per escludere/individuare alcune cause di tosse. L’età di esordio, il momento di comparsa, la durata, il decorso e i sintomi associati alla tosse sono elementi chiave per la diagnosi. In ogni caso, la natura della tosse va indagata. Una tosse umida o produttiva(cioè con muco), in particolare, è sempre anormale. Questo è un punto specifico per sospettare una condizione polmonare potenzialmente più seria. Molti tipi di tosse post infettiva sono associati a sintomi prolungati. Alcuni soggetti, poi, hanno la tendenza a sviluppare la cosiddetta ipersensibilità del riflesso della tosse: una condizione che, conseguentemente a ogni infezione virale, può perdurare per molte settimane. Esiste poi un’altra categoria di tosse detta non specifica nella quale la causa non è identificabile. Si tratta di una tosse seccada aumento della sensibilità dei ricettori della tosse e non necessita di terapia farmacologica, ma può trarre beneficio da un rimedio naturale quale il miele: l’unica sostanza naturale sulla cui efficacia esistono studi scientifici. La diagnosi, quindi, non è sempre così facile e immediata. Da qui l’importanza di rivolgersi a centri che abbiano una specifica e consolidata esperienza in questo campo, come ad esempio il nostro, nel quale ci occupiamo con particolare attenzione di problemi come la tosse cronica e l’asma da molti anni.

Esistonotanti tipi di tosse. Qual è il trattamento più indicato per ciascun tipo di tosse? 

Di fronte a un bambino con tosseè fondamentale individuare la causa, al fine di impostare un’adeguata terapia che è diversa come diverse possono essere le cause. Invece, spesso, la preoccupazione dei genitori è quella di attenuare rapidamente il sintomo poiché la tosse può interferire intensamente con la qualità della vita del bambino e di tutta la famiglia. Quanto detto è maggiormente evidente nella tosse cronica, patologia che colpisce circa il 10% dei bambini.

Quando possiamo parlare di tosse cronica? 

Ci sono due scuole di pensiero: quella americana-australiana che considera la tosse cronica nel bambinoquella che perdura più di 4 settimane e quella inglese che sposta questo limite a più di 8 settimane. Se nell’adulto le cause principali della tosse cronicasono l’asma, il reflusso esofageo e la rinosinusite, nel bambino è la bronchite batterica protratta. Questa è caratterizzata da una tosse catarrale e persistente che subentra dopo un’infezione virale e necessita di una terapia antibiotica mirata per evitare complicanze. 

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