Fibromi uterini: un disturbo frequente ma spesso non riconosciuto dalle donne

II fibroma  o mioma uterinoè la patologia più comunenell’ambito della sfera genitale femminile. In Italia si stima una prevalenza nella popolazione femminile tra i 30 ed i 60 anni di circa il 25%,ma la maggior parte ne è inconsapevole perché spesso non causa sintomi. Sebbene di solito i fibromi non siano pericolosi, possono arrivare a causare disagio e portare a complicazioni come anemia per forte perdita di sangue, dolore pelvico e infertilità. Una recente statistica pubblicata su una delle riviste scientifiche internazionali più prestigiose (l’American Journal of Obstetrics and Gynecology) riporta che la fibromatosi uterinaè negli USA la seconda patologia per costi sociali, dopo il diabete, e quindiprecede il cancro della mammella, colon e ovaio. Ecco perché è importante non sottovalutare sintomi quali sanguinamenti uterini anomali o cicli mestruali frequenti o troppo abbondanti rispetto al norma. Come ci spiega la dottoressa Paola Rosaschino, responsabile dell’unità di ginecologia e ostetricia del Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro.

Dottoressa Rosaschino, cosa è unfibroma uterino?

I miomi o fibromi uterinisono dei tumori benigni: rappresentano un’anomala crescita del muscolo uterino e della sua componente fibro-connettivale. A seconda della loro posizione si distinguono fibromi sottosierosi(quasi all’esterno dell’utero e sono quelli che causano meno problemi), fibromi intramurali(nello spessore della parete uterina, anch’essi spesso asintomatici)) e fibromi sottomucosi(che sporgono all’interno dell’utero e sono quelli più problematici).

Mai fibromi uterini sono pericolosi?

Generalmente no, anche se (specie i sottomucosi) possono essere causa di gravi sanguinamenti uterini(mestruazioni molto abbondanti, metrorragie), dolore pelvicoe quindi determinare un peggioramento importante sulla qualità di vita di chi ne soffre.Se presenti in età fertile potrebbero avere un impatto negativo sulla fertilità. La presenza del fibroma, infatti,altera la regolare anatomia e funzionalità dell’utero. Vorrei rassicurare anche sulla possibile trasformazione maligna: rappresenta lo 0,1 % dei fibromi con una incidenza diversa a seconda dell’età della paziente

Come si può esserecerti di soffrire di fibromi?

Si può avere la certezza diagnostica sulla presenza e soprattutto sulla sede del fibromacon una visita ginecologica e una ecografia transvaginale e da questa valutazione ne seguirà l’eventuale terapia. Per esempio in caso di miomi sottomucosi(cioè quelli interni alla cavità uterina), si potrà procedere a un’isteroscopia(cioè ad un esame endoscopico) e contemporaneamente asportare il fibroma se è di piccole dimensioni ( < a 3 cm)

Cosa fare in caso difibromi di gradi dimensioni?

 Per i fibromi sopra i 5 centimetri, sintomatici, si può tentare con una terapia medica a base di ulipristal acetato( antagonista del progesterone ) che ha dato buoni risultati in termini di diminuizione del volume totale del mioma e della riduzione dei sintomi emorragici pur con qualche attenzione per soggetti con patologie epatiche.

Se la paziente non è alla ricerca di una gravidanza e se i sintomi prevalenti sono le mestruazioni abbondanti si può tentare con una dispositivo intrauterino ( IUD o spirale) medicato( cioè contenente piccole quantica di progestinico)-

Se anche queste soluzioni non producono un miglioramento  è prevista la chirurgia che potrà essere   laparoscopica (con tre o quattro forellini sulla parete addominale) o laparotomica (con incisione sorvrapubica della parte addominale) –e potra’ prevedere la sola asportazione del mioma o miomi oppure l’asportazione di tutto l’utero . Questa decisione la prenderà il ginecologo in base alle dimensioni, al numero ed alla sede dei miomi e dopo un approfondito colloquio con la donna . Seguirà sempre un esame istologico che confermi la benignità del mioma asportato.

C’è lapossibilità che una volta esportato il fibroma si riformi?

Purtroppo sì, non è infrequente che dopo alcuni anni si riformino altri miomi, per questo la decisione all’intervento deve essere sempre preceduta da un attenta valutazione clinica in base  alla sintomatologia presente, all’età della donna , al suo desiderio di gravidanza o alla sua volontà di conservare l’utero.

X