Endometriosi: la diagnosi precoce è il primo passo per la cura

L’endometriosi è una malattia che insorge dopo la  pubertà e si manifesta spesso con un dolore intenso, all’addome, in concomitanza con il ciclo ma anche durante i rapporti sessuali. Si tratta di una malattia ancora oggi sottovalutata e sottostimata ma che, secondo le ultime ricerche, colpisce tre milioni di donne solo in Italia, con un costo sociale, per assenza dal lavoro e costi sanitari, che si aggira intorno ai 4 miliardi di euro all’anno. Nonostante questo, ancora oggi in tutto il mondo si assiste a un ritardo di diagnosi dell’endometriosi che va dai 7 ai 10 anni.  Ne parliamo con il dottor Massimo Bardi, ginecologo che da anni si occupa di questa patologia, responsabile dell’Ambulatorio di “Endometriosi e Dolore pelvico cronico” del Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro e con la dottoressa Paola Rosaschino, responsabile dell’Unità di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico San Pietro.

Dottor Bardi, che cosa è l’endometriosi?

L’endometriosi è una malattia complessa, cronica, di origine infiammatoria, originata dalla presenza anomala di un tessuto simile all’endometrio (cioè il tessuto che riveste la superficie interna dell’utero e cresce, e successivamente si sfalda, ogni mese durante il ciclo mestruale) si localizza al di fuori dell’utero, interessando prevalentemente gli organi pelvici (ovaie, tube, legamenti dell’utero, area tra vagina e retto, superficie esterna dell’utero e la membrana peritoneale). Questo tessuto simile all’endometrio risponde ai normali stimoli ormonali e determina progressivamente la formazione di “impianti”, “noduli” o “cisti”. Si determina così uno stato di “infiammazione cronica” che sta alla base della sintomatologia dolorosa.

Quali sono i sintomi dell’endometriosi?

I sintomi dell’endometriosi sono, innanzitutto, i dolori prima e durante le mestruazioni (in genere più intensi dei soliti crampi mestruali), dolori durante o dopo i rapporti sessuali, sterilità (il 50% delle donne infertili presenta, in forma più o meno grave, endometriosi pelvica) e flusso intenso o irregolare. Altri sintomi dell’endometriosi possono essere: stanchezza, dolori che si irradiano verso la zona rettale, dolore all’ovulazione, dolore alla regione lombare, diarrea e/o stitichezza e altri disturbi intestinali che frequentemente vengono erroneamente associati a una diagnosi di “colon irritabile”. Per effetto di questi sintomi, che spesso possono diventare invalidanti, la qualità della vita delle donne è drammaticamente compromessa a livello personale, affettivo e professionale fino a essere alterata la percezione dell’immagine corporea e l’autostima.

 

Dott.ssa Rosaschino, quali sono le cure dell’endometriosi?

Possiamo curare e alleviare i sintomi dell’endometriosi. Purtroppo però la malattia non guarisce se non con l’avvento della menopausa e con il “silenzio ormonale” che ne deriva. A seconda dei casi, dell’età della donna, del grado di dolore, del desiderio di maternità e dalla gravità delle lesioni si procede in diversi modi. La terapia per l’endometriosi di prima scelta è di solito medica e si attua o riducendo la presenza degli estrogeni con gli estroprogestinici combinati (pillola anticoncezionale, anello vaginale), con terapie progestiniche che bloccano il flusso mestruale oppure, nei casi più seri, provocando una menopausa artificiale tramite gli antagonisti del Gnrh (Gonadotropin Releasing Hormone). Quando la terapia medica non è efficace o lo stadio della malattia è particolarmente avanzato si ricorrerà alla chirurgia seguita dalla terapia medica per impedire l’alta frequenza delle recidive. Nel nostro Policlinico l’intervento viene eseguito per via laparoscopia con tecniche minimamente invasive, in modo da consentire una buona fertilità  successiva. Si praticano 3 – 4 fori di piccoli dimensioni sull’addome in cui vengono introdotti gli strumenti chirurgici, si esplora la cavità addominale ricercando ed eventualmente asportando isole endometriosiche, cisti o noduli. Fondamentale, comunque, è che la terapia per l’endometriosi inizi il più tempestivamente possibile. Solo così si può evitare che l’endometriosi diventi, per la donna, una malattia devastante.

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