Disturbi dell’equilibrio: cause e percorsi di recupero

Sensazione di movimento e instabilità nonostante si stia immobili, sia in piedi sia da seduti. Capogiri e vertigini che rischiano di farci cadere. Senso di nausea, confusione, malessere generale. Sono questi i principali sintomi dei disturbi dell’equilibrio, che possono comparire improvvisamente e durare qualche ora o, nei casi più gravi, anche qualche giorno. Ma perché si perde l’equilibrio? Quali sono le strutture che regolano questa importante funzione del nostro corpo? Che tipo di terapie seguire se si soffre di questo disturbo? Lo abbiamo chiesto al dottor Antonio Foresti, responsabile dell’Unità di Otorinolaringoiatria del Policlinico San Pietro e al dottor Enrico Bolandrini, responsabile del Servizio di Vestibologia della stessa Unità. 

Dottor Foresti, da cosa dipendono i disturbi dell'equilibrio?

Una funzione così importante come l’equilibrio non può che essere svolta da un insieme di strutture che interagiscono fra loro: i canali semicircolari, utricolo, sacculo (che costituiscono il labirinto, nell’orecchio interno, chiamato vestibolo), i recettori muscolari (di collo, tronco e arti), gli occhi, il cervelletto, i nuclei vestibolari (nella parte di cervello chiamata tronco encefalico). Ciò fa capire come spesso una “vertigine” possa avere un’origine multifattoriale e abbia bisogno di una corretta e approfondita diagnosi per un’adeguata terapia basata sulla causa e non su un semplice trattamento aspecifico, spesso inutilmente prolungato per troppo tempo.

Che cosa succede al nostro corpo quando si hanno vertigini e senso di perdita dell’equilibrio?

Quando un labirinto si ammala e modifica la sua attività (ad esempio perché colpito da virus o da evento ischemico) immediatamente compaiono vertigini rotatorie importanti, nausea e vomito che possono durare da molte ore a 2-3 giorni, costringendo il paziente a rimanere fermo a letto. Dopo un adeguato trattamento farmacologico i disturbi gradualmente migliorano e rimane una sensazione di instabilità, destinata a risolversi in alcuni giorni o settimane. Fortunatamente però, in altri casi si hanno problemi di equilibrio più lievi e meno invalidanti, ma che, se recidivanti, necessitano comunque di un processo diagnostico.

Dottor Bolandrini, in che modo si può evitare che succeda di nuovo? 

Il ritorno al “benessere” soggettivo avviene se il sistema dell’equilibrioreagisce mettendo in atto un processo fisiologico di adattamento, chiamato “compenso vestibolare”. Perché questo avvenga, è necessario che, appena passata la fase più acuta, la persona riprenda a muoversi, a camminare, a girare la testa in ogni direzione. Il sistema dell’equilibrio per adattarsi, infatti, deve riprendere a essere “usato”, proprio come un arto dopo essere stato immobilizzato per un trauma. Non tutti però ci riescono. Ecco quindi che diventa utile rivolgersi a uno specialista che valuterà la possibilità di un percorso di rieducazione vestibolare. 

In che cosa consiste la rieducazione vestibolare?

Il vestibologo (medico otorino o audiologo che si occupa di disturbi dell’equilibrio) realizza un bilancio funzionale del sistema dell’equilibrioe fa il “punto della situazione”, attraverso il colloquio con la persona, con questionari che valutano le difficoltà di equilibrionella vita quotidiana, le eventuali condizioni di stress, ansia e depressione, facendo anche eseguire specifici test posturali su pedana stabilometrica computerizzata (esame che verifica la postura del soggetto e la presenza di eventuali problematiche neuromuscolari). In base ai risultati lo specialista compila un programma di rieducazione dell’equilibrio personalizzato, che può comprendere esercizi per la ripresa di un buon controllo della visione durante i movimenti, per migliorare postura e cammino, per diminuire la sensazione di vertigine o d’instabilità durante i movimenti. 

Cosa si deve fare per poter accedere a questo servizio?

Bisogna effettuare una visita otorino, in cui uno specialista inizia a “inquadrare” il caso per poi indirizzarlo verso le procedure diagnostico-terapeutiche più idonee.

X