Dieta: parti con il piede giusto

Come ogni anno, passate le feste, ecco che scatta il buon proposito di mettersi a dieta. Dieta a zona, del limone, della mela, del minestrone o addirittura della pizza: ce n’è davvero per tutti i gusti. Attenzione, però, in molti casi permettono sì di ottenere risultati in poco tempo ma a scapito della salute. Cosa fare allora? Come perdere peso in modo sano e duraturo, evitando l’effetto yo-yo? Esistono dei farmaci che possano aiutare a raggiungere l’obiettivo? Lo abbiamo chiesto a Valerio Barbieri, referente del Centro per i disturbi alimentari del Policlinico San Pietro e specialista in scienza dell’alimentazione di Smart Clinic all’interno di Oriocenter e del Centro Commerciale Cantù 2000, dove è possibile sottoporsi a visite dietologiche e ricevere, se necessario, piani alimentari personalizzati e su misura e mirati per le proprie esigenze, anche grazie a test come l’impedenziometria (misura la percentuali di massa magra, massa grassa e acqua) e la calorimetria (calcola il consumo energetico a riposo).

Dottor Barbieri, come bisogna prepararsi a iniziare una nuova dieta? 

La parola “Dieta” deriva dal greco δίαιτα (diaita), ossia “modo di vivere”. Il suo significato presuppone due concetti fondamentali: continuità e costanza, indispensabili per tutelare la nostra salute attraverso comportamenti alimentari adeguati. La buona alimentazione, anche durante una dieta, deve perciò includere la quota di energia necessaria all’organismo e tutti quei macro e micronutrienti indispensabili per la crescita (carboidrati, proteine, grassi, fibre, acqua, vitamine e minerali), il funzionamento e la creazione/riparazione delle strutture corporee. Diversamente, siamo destinati presto o tardi a manifestare delle alterazioni pericolose e potenzialmente irreversibili che mettono a rischio la nostra salute. 

Alla lunga, quali sono glieffetti della dieta sregolata?

Una dieta non equilibrataa favore di un bilancio energetico positivo (entrate caloriche maggiori delle uscite) porta ad accumulare grasso e aumentare di peso. Sovrappesoo vera e propria obesità (si stimano circa 700 milioni le persone obese nel mondo, in Italia circa il 10% degli adulti, e 1,9 miliardi in sovrappeso) sono la manifestazione più tangibile nella società occidentale di questo squilibrio. 

I giornali sono pieni di diete che promettono risultati immediati…Ci si può orientare nella scelta senza rischiare false illusioni o peggio rischi per la salute? 

Il peso in eccesso spesso diventa bersaglio delle più disparate diete. Molte di queste non trovano fondamento scientifico, basandosi unicamente su credenze popolari facilmente cavalcabili e sul paradossale principio inverso secondo il quale, finché non sia dimostrato il contrario, qualsiasi convinzione in campo alimentare debba ritenersi attendibile. Se dovessimo dare un voto alle diete, l’unica che meriterebbe un 10 è quella mediterranea: prevede a ogni pasto principale cereali (pane, pasta, riso, cous cous o altri), frutta e verdura; consiglia di limitare i grassi saturi di origine animale, incrementando le porzioni di legumi, pesce e uova.; valorizza la frutta secca, le spezie e, soprattutto, l’olio di oliva. I concetti chiave delladieta mediterraneasi basano sulla piramide alimentare revisionata: la moderazione (la frugalità dei pasti), la gastronomia (per valorizzare il cibo e la sua preparazione), la socializzazione (la convivialità che offre il senso della comunità), la biodiversità e la stagionalità (alimentazione sostenibile), l’attività fisica (regolazione positiva del consumo energetico), il riposo (adeguato nell’equilibrio vitale). Uno studio (EPIC) su quasi 500.000 individui ha mostrato come possa ridurre e prevenire l’eccesso di peso, sia negli uomini sia nelle donne. Si è dimostrata più efficace anche rispetto a diete ipocaloriche ipolipidiche (poche calorie e pochi grassi) o normocaloriche ipoglucidiche (pochi zuccheri).

E i farmaci possono aiutare?

La farmacologia per il trattamento delle problematiche di peso può contribuire a sostenere il trattamento dietetico e a beneficiare di risultati maggiori e più stabili nel tempo, anche se rispetto alle terapie disponibili per patologie come l’ipertensione arteriosa o il diabete le armi in nostro possesso sono spuntate: pochi farmaci e nessuna copertura da parte del Sistema Sanitario Nazionale. È pertanto nella terapia nutrizionale integrata che troviamo la migliore risposta al problema. Alla base ci deve essere un piano clinico impostato adeguatamente dal medico specialista. Fondamentali sono la massima collaborazione e costanza da parte del paziente, ma anche un solido patto terapeutico tra i due. Quindi non basta una dieta sostenibile e ben bilanciata, serve uno stile di vita corretto, attività fisica ed eventualmente l’ausilio farmacologico.

 

 

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