Bambini e oculista: quando la prima visita?

Controllare la salute degli occhi fin da piccoli. È questo il modo migliore per individuare precocemente eventuali problemi e anomalie della vista che in molti casi, se “presi” in tempo, possono essere risolti. Oltre che per aiutare i più piccoli nel loro percorso di apprendimento scolastico e nella loro relazione con il mondo esterno. Ne parliamo con il dottor Giulio Leopardi, responsabile unità di oculistica del Policlinico San Pietro.

Dottor Leopardi, che tipo di controlli bisognerebbe fare? E con che cadenza?

Il programma di controllo dell’accrescimento della Regione Lombardia prescrive controlli agli occhia 3 mesi, 6 mesi, 1 anno e 3 anni di vita da parte del pediatra. Le osservazioni nei primi mesi di vita servono soprattutto alla prevenzione della cataratta congenita e di particolari neoplasie maligne(retinoblastoma, caratterizzato dal riflesso grigio della pupilla). Il bambino sviluppa capacità visiva adeguata già nei primi 15-20 giorni di vita. A quest’età l’unica possibilità di comprendere come va la vista è valutare come i suoi occhi seguano le figure note e gli stimoli luminosi (alla nascita, in alcuni ospedali particolarmente attrezzati, però è già possibile esplorare il fondo oculare). A qualche mese poi alcune osservazioni sono possibili con l’aiuto delle gocce che dilatano le pupille. Sarà però intorno ai 2-3 anni che potremo avere una valutazione più completa, con un’iniziale collaborazione da parte del bimbo. A questa età quindi i genitori dovrebbero programmare una visita oculistica di routineper stabilire che i due occhi stiano seguendo un accrescimento costante. Si può inoltre già dare un parere circa “l’occhio pigro” che a volte non manifesta nessun sintomo. È possibile, con un opportuno esame condotto con l’ausilio delle gocce di collirio cicloplegico (sintomo evidente è la dilatazione della pupilla), anche stabilire se i due occhi sono uguali o presentano differenze significative.

La visita oculistica dovrebbe poi essere completata dalla visita ortottica, praticata dall’ortottista/assistente di oftalmologia, figura professionale che affianca l’oculista ed esprime un parere circa lo sviluppo della motilità oculare, la visione dei colori e la stereopsi (che dimostra il completo sviluppo della capacità del cervello a fondere le due immagini provenienti dai due occhi in un’unica immagine cerebrale). I genitori non devono comunque pretendere che a 2 – 3 anni d’età il bimbo legga i 10 decimi o dimostri di distinguere chiaramente i colori o partecipi con sicurezza ai test della stereopsi.

Quali sono i disturbi visivi più frequenti nei bambini? 

Lo strabismo, cioè la condizione nella quale i due occhi non si mantengono paralleli e guardano in due direzioni diverse e che va accuratamente e immediatamente valutata. Un occhio infatti sviluppa una capacità visiva inferiore all’altro e, quanto più precocemente si pone rimedio con occhiali o forme di penalizzazione dell’occhio dominante, migliore sarà il recupero. Ci sono poi bambini che manifestano un continuo movimento degli occhi (nistagmo) e vanno immediatamente valutati dall’oculista e sotto il profilo neuromotorio. Infine già nei primi mesi di vita possono manifestarsi problemi di occhi rossi oppure appiccicati da secrezione, a causa di una congiuntivite allergica o infettiva o di forme più subdole, la blefarite (infiammazione delle palpebre, di solito a causa allergica o per disturbi di digestione) o la dacriocistite, causa di infiammazioni ricorrenti per la difficoltà delle vie lacrimali a drenare le lacrime. 

Quali sono le cure per le allergie nei più piccoli?

Le allergie agli occhi sono sempre più diffuse e, accompagnandosi spesso ad altre manifestazioni allergiche, vanno trattate con approccio multidisciplinare. I sintomidelle allergie agli occhi possono essere il solo bruciore oculare oppure le palpebre “strizzate” (blefarospasmo), oltre al rossore. Spesso l’andamento delle congiuntiviti allergiche va a puntate (oltre che indipendentemente dalla terapia generale). Per questo i genitori devono collaborare pienamente alternando la terapia antibiotico-cortisonica, da praticare per qualche giorno, con antiallergici più blandi utilizzabili per periodi più lunghi, con  l’aiuto di occhiali da sole e di frequenti sciacquature con banale acqua (da bandire i bagni oculari con benzalconio), magari in associazione all’instillazione di colliri naturopatici a base di erbe (camomilla, hamamelis, echinacea, malva, euphrasia, ecc.). In conclusione vorrei sottolineare che la visita oculistica per i più piccoli deve essere affrontata dai genitori senza apprensioni. È importante infatti che sia loro, sia l’oculista e soprattutto l’ortottista, creino un’atmosfera di gioco in modo che il bambino possa tirare fuori tutte le sue potenzialità in tranquillità.

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