All’Arab Health di Dubai, il know how della cardiologia interventistica bergamasca

Bergamo fa scuola nel mondo con il dottor Maurizio Tespili. Lo specialista, bergamasco “doc”, coordinatore dell’area cardiologica degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi (Policlinico San Marco e Policlinico San Pietro) e responsabile dell’unità di cardiologia dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano, è stato uno dei protagonisti dell’Arab Health di Dubai, evento scientifico tra gli appuntamenti mondiali più importanti del settore medico e medicale. Coadiuvato dal dottor Alfonso Ielasi, il dottor Tespili in particolare si è distinto nella sezione dedicata ai training di formazione, presentando davanti a centinaia di medici locali e internazionali, diversi casi di cardiologia interventistica avanzata, effettuati in diretta live dall’Istituto Clinico Sant’Ambrogio, e commentati, sempre in diretta, da un gruppo di colleghi dei due policlinici bergamaschi che per l’occasione hanno ospitato specialisti provenienti anche da altre strutture lombarde.

"Siamo orgogliosi di aver portato la nostra esperienza in un contesto così prestigioso a livello internazionale" spiega il dottor Tespili che coordina la rete di cardiologia interventistica delle tre strutture del Gruppo San Donato, le cui unità di cardiologia bergamasche sono dirette rispettivamente dal dottor Paolo Peci (responsabile della cardiologia del Policlinico San Pietro), e della dottoressa Nicoletta De Cesare (responsabile della cardiologia del Policlinico San Marco).

"La possibilità di offrire un know howscientifico d’avanguardia è stata particolarmente apprezzata anche dai vertici della sanità locale che hanno manifestato profonda gratitudine per lo sforzo organizzativo, umano e tecnologico del Gruppo San Donato".

Durante le sessioni il dottor Tespili e la sua equipe hanno condiviso con colleghi provenienti da tutto il mondo informazioni aggiornate su argomenti “caldi” della cardiologia interventistica coronarica, tra cui stent a rilascio di farmaco di nuova generazione, nuove tecniche per trattate stenosi coronariche, complicanze etc. Grande interesse, tra gli altri, ha suscitato un delicato intervento in diretta di “litotrissia” intracoronarica, ultima frontiera dell'angioplastica coronarica effettuata cononde d'urto solo in centri ad alta specialità e su pazienti selezionati.Lo “Shock Wave”, questo il nome del dispositivo in uso in Italia da poco più di un anno, è simile al palloncino che viene utilizzato nell'angioplastica tradizionale per dilatare meccanicamente arterie con evidenti calcificazioni e permettere l'inserimento dello stent affinché rimanga aperta, consentendo il regolare flusso di sangue. Altra procedura seguita con particolare attenzione dai numerosi medici in sala è stata un’angioplastica complessa in paziente con lesioni multiple su vasi diffusamente aterosclerotici, in cui il vaso ammalato è stato trattato con un palloncino ricoperto di sostanza capace di bloccare la re-stenosi.

L’alta specializzazione della cardiologia italiana ha permesso di ottenere questo riconoscimento anche all’estero e di creare delle sinergie che a breve porteranno alla creazione dei percorsi di formazione per medici provenienti dall’area del Golfo Arabico sia in loco sia nei centri cardiologici bergamaschi e milanesi del Gruppo San Donato. 


 

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